lunedì 19 settembre 2011
una sporca faccenda
secondo round, perchè in carcere quando le cose non funzionano pare di trovarsi su un ring.
A distanza di una settimana la situazione non è migliorata, anzi. Il cibo è razionato: non solo basta bis, ma la porzione è ridotta.
Si può fare qualcosa? Intanto far sapere cosa sta succedendo può essere un'idea. Come lo dico qualcuno adombra il rischio che mi mandino via, che mi ritengano un elemento di disturbo. Che qui si sta male ma c'è dove si sta peggio. Ed essere trasferiti è un attimo. Mi pare eccessivo, penso. Del resto anche gli agenti sono costretti a portarsi da casa la cart'igienica... perciò un senso di solidarietà potrebbe starci. Mi sbaglio. E commetto una leggerezza. Finito l'incontro mi dirigo verso il cancello a sbarre prima del corridoio e chiedo quale sia la prassi da regolamento interno per portare saponi e presidi igienici vari. Parte uno scambio di occhiate tra lo sbalordito e l'irritato contenuto tra due agenti, un uomo e una donna. Lei dapprima mi dice qualcosa che suona come "macchìglielofaffà?". Visto che non lascio perdere mi spiega che siccome sono dentro perchè se lo meritano non credano di (s)passarsela in carcere come al grand hotel. Rincara aggiungendo che devo stare attenta a non farmi prendere dalla bontà oratoriana, perchè " questi qui non se la meritano". Credo mi abbia attribuito quest'aggettivo perchè in carcere mi ci ha portato il cappellano, la prima volta. Mi rendo conto ora che dopo 4 anni che vengo tutte le settimane nessuno sa ancora che sono una criminologa. Ma questo è il posto giusto per non accorgersi di nulla. Dove tutto stagna. Dove non guardando in faccia nessuno tutti sembrano invisibili. Ho provato un moto di compassione per lei. Questa signora mi era sempre piaciuta, a pelle, e tutto sommato continua a piacermi. Ho però visto all'improvviso con quanto disamore fa il suo lavoro. E un altro modo di guardarmi...
venerdì 9 settembre 2011
Carcere nella m...
piccola pausa estiva ed ecco che ieri sono rientrata dai miei ragazzi...
siamo arrivati allo stremo delle risorse: ai detenuti non viene più data la carta igienica. Lo stesso accade agli agenti penitenziari. Non ci sono soldi. C'è un sovraffollamento del 25% e la desolazione imperversa. Erano tutti abbacchiati, nessuna polemica... Brutto segno. Qualcuno stancamente ha detto "ci facessero lavorare compreremmo saponi e beni necessari all'igiene personale" invece che lasciarli a cuocere nel brodo della noia. Chissà all'Ucciardone, a san Vittore, a Rebibbia come saranno messi...
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