sabato 25 febbraio 2012
ISTINTI REPRESSI?
Supermercato strapieno di gente (ho scoperto poi che l'effetto assalto alla diligenza era dovuto dal fatto che era l'ultimo giorno per convertire i punti in regali). A una mamma cade dal carrello la figlia di un anno e mezzo/due ribaltandosi di schiena e picchiando molto violentemente la nuca. Mentre arrivavo con il mio bimbo, spingendo il carrello, ho sentito il rumore secco della testa sul pavimento e ho sentito l'urlo disperato della madre. Ho visto lei che si chinava per raccoglierla con un movimento scomposto senza riuscire a smettere di gridare. La bambina strillava da pazzi.
Qualche anno fa mio figlio volando dalla bici si catapultò contro il cancello di casa procurandosi un taglio allucinante alla testa. Ce la cavammo con 10 punti e un gran spavento, ma tempo dopo il mio bimbo mi confidò che vedendomi così sconvolta pensò che per lui fosse finita. Fu quella l'angoscia più grande per lui. Mi sono accostata a lei . Ho cercato, per come mi era possibile, di tentare di tranquillizzare quella donna, così terrificata, perchè suo malgrado si rendeva terrificante per la sua creatura, come era capitato a me qualche anno prima. "Signora, cerchi di calmarsi e di rassicurare la bimba, guardi che non perda sangue da orecchie, naso, bocca, l'accarezzi, guardi le pupille... non sono un medico, sono una mamma" "chiami mio marito, cerchi mio marito!!". Mi precipito fuori dall'ingresso girevole e nella folla delle persone in fila al desk per ritirare i regali ottenuti coi punti individuo il marito, gli spiego l'accaduto in un istante e della reazione della moglie, gli dico di far chiedere se ci sia un medico agli altoparlanti mentre di corsa lo accompagno dove stanno le donne della sua vita. Mio figlio, nel frattempo, era restato là ad aspettarmi e a fare loro compagnia...
Tutto è rimasto immobile. Il resto della scena surreale. Della folla di gente c'era chi continuava a insacchettare la verdura, chi accelerava per allontanarsi e un gruppone di persone che rimasti dove già si trovavavo guardavano la scena nella passività più totale... Accorgermi che nessuno si fosse avvicinato mi ha fatto tremare. Come diamine è potuto accadere che in nessuno prevalesse l'istinto di muoversi verso di loro?
venerdì 24 febbraio 2012
COME FRANCESCO...che va e ripara la SUA casa
non so bene come muovermi in modo efficace per tentare di ottenere un immobile abbandonato dal comune da far restaurare agli ex detenuti senza dimora, così da procurare loro una casa e un progetto comune da portare avanti...
Mi sono rivolta invano alla coordinatrice della scuola professionale degli edili. Non si è fatta coinvolgere per nulla. Feeling zero, purtroppo... Ma potrei ritentare con il preside.
Se non trovo una soluzione per la ristrutturazione a costo minimo non ho speranze di spuntarla con il sindaco.
L'idea, lo sento, è buona e finchè non le tento tutte non ho intenzione di mollare. Anch'io sono stata coinvolta nella ricostruzione di un'antichissima chiesina del 1200 che divenne, poi, il fulcro di una comunità francescana di base. A partire da un ammaso di ruderi abbiamo riedificato pietra dopo pietra, ad Assisi un refettorio, due dormitori, il forno del pane, un grande casotto degli attrezzi, le casette per fare eremo e una biblioteca. Esperienza diventata una pietra angolare della mia vita.
MA se guardo altrove, penso anche alla vicenda di Paolo Dall'Olio, il gesuita in SIria fondatore della comunità monastica mista di Deir Mar Musa nel deserto siriano dove cristiani e musulmani convivono in pace... Anche lui si fece assegnare dei ruderi e ricominciò a costruire... mattone dopo mattone...
Mercoledi scorso la comunità ha subito un'aggressione e ancora oggi non è chiaro cosa stia succedendo... speriamo in BENE...
martedì 21 febbraio 2012
LA VITA IN UN CONTATTO
Ieri accesa riunione a scuola sul tema dell'educazione, dello studio e dell'uso della tecnologia. Ero l'unica su più di trecento genitori che ha fatto la scelta di non offrire ai propri figli tutto quel che passa la tecnologia. Sarà che da sempre, fin da quando ero bambina, mi sono posta la questione di quale fosse il modo migliore per vivere più intensamente, per fare esperienza del mio tempo. Amavo due cose in particolare, e una persona: suonare il pianoforte, camminare camminare e camminare in montagna e passare il tempo con il mio amatissimo nonno, appassionato de musica e di cime. Mi chiedevo se suonare, al chiuso, tante ore a discapito delle ore passate nel mondo in mezzo alla natura non fosse una dissipazione di vita. Forse lo era ma anche il richiamo della musica era irresistibile e lo assecondavo. Nati i miei figli avevo chiaro che desideravo vederli crescere e accompagnarli nella vita. Difficilmente nei primi 10 anni della loro vita sono stati intrattenuti dalla Tv. Giocavamo, si passeggiava, correvamo al parco, facevamo giardinaggio, poi c'era la pittura, la cucina dove paciugare, i racconti, le coccole e tante altre cose normali... Non avevo una strategia educativa iconoclasta particolare. Ci piaceva se possibile stare insieme, fare cose insieme. Mi accorsi col tempo che non avere l'abitudine della tv aveva delle ricadute notabili. Per esempio alla prima festicciola dell'asilo alle pareti c'erano i disegni dei bambini, rappresentavano due soggetti preferenziali: o un mostriciattolo spigoloso giallo e nero o delle specie di barbapapa' verde acido, rosa shocking, viola e giallo sole con il volto sorridente. Si trattava di Pokemon e di Teletubbies. Esempio di duopolio della fantasia dei bambini. I disegni dei miei due bambini erano esplosioni di altro genere di scarabocchi, fiori, bambini, il nostro Terranova, le pentole...
Ebbi l'immediata impressione che l'istinto mi aveva fatto buon gioco e cominciai a riflettere sul fatto che avrei dovuto porre attenzione alle occasioni di potenziali occupazioni della mente dei miei bambini.
Parte della serata di ieri è stata dedicata a demonizzare Facebook, internet e videogiochi. Da genitori che, a me pare, siano i pusher in prima linea di questi strumenti. Mah! Ho sentito dire che la tecnologia è neutra e che va posta attenzione al'uso che se ne fa. Io non la penso così. Non è affatto neutra: facilita alcune cose e ne complica altre. Provoca un'alterazione, un cambiamento. Dire che è neutra mi sa di frase fatta che porta la riflessione fuori strada...
Io uso abbastanza internet, e molto il computer per lavorare, studiare e quando non c'è possibilità di incontrare chi mi interessa anche per comunicare. Ma le possibilità sconfinate che offre mi sembrano il suo limite e, soprattutto, non appagano il mio desiderio di infinito che necessita di incontrare il particolare, l'unicità dell'incontro personale.
venerdì 10 febbraio 2012
liberi o costretti?
tema di ieri per sprigionarsi un po', sconfinato, irresistibile, insondabile, esistenziale: " perchè non parliamo del senso della vita?" e un altro e "del senso della preghiera"? Aggiunge un altro... Se Dio esistesse, se io ci credessi davvero e perciò avessi la certezza dell'aldilà mi ammazzerei subito in quest'istante. Che ci sto a fare nell'aldiqua?". E un altro:"come mai se Dio c'è siamo costretti a vivere in questo mondo che fa schifo".....
Giusto ieri appena uscita di casa in auto mi sono fermata in prossimità delle strisce per fare attraversare una signora. Lei mi ha ringraziato e ringraziato col labiale, col sorriso e, mentre camminava, con accenni di inchini di testa. Ho abbassato il finestrino e le ho detto la stessa frase che tempo fa mi disse, con un sorriso, una signora, perchè in quel caso ero io a ringraziarla di non avermi investito sulle strisce: "sono una mamma, ricambi la gentilezza comunque doverosa, rispettando anche lei la precedenza dei pedoni sulle strisce". In cuor mio, da mamma quale anch'io sono, ho apprezzato la sottolineatura del "doveroso" e ho pensato che se tutti la pensassero "da mamme" le strisce sarebbero finalmente sicure. E' un po' pazzesco che non si consideri scontato il rispetto del codice stradale... ma sappiamo che così è...
Ore dopo, sul finire del giorno, un incrocio prima della canonica del Cappellano (che mi accingevo a recuperare per andare in carcere) vedo una piccola signora,ormai giovane da tempo, che titubava sul ciglio senza osare l'attraversamento delle strisce. Andavo già piano, ho rallentato e ho arrestato l'auto. Dietro di me, a distanza di una manciata di secondi arrivava un'auto in velocità, guidata da un signore al telefono, che inchiodava i freni all'ultimo secondo, evitando di venirmi addosso per un pelo. Si attaccava al clacson gridando furibondo. Con l'intenzione di stemperare mi sono girata sorridendo indicando strisce e anziana signora che spaventatasi si era pietrificata a metà del tragitto. Il signore con un balzo minaccioso è sceso dall'auto si è avvicinato e mi ha insultato. Di nuovo gli dico che mi spiace ma lui è in piena effervescenza ... chiudo il finestrino e mi allontano, per non tardare l'arrivo in carcere per il nostro gruppo della sera...
casomai il mondo facesse schifo, da chi dipenderebbe?
mercoledì 8 febbraio 2012
i carciofi fanno bene al fegato ...e al cuore
martedì, in attesa di un appuntamento di lavoro in pausa pranzo, per non rodermi il fegato su una spinosissima questione legale che coinvolge persone amatissime e che mi fa arrovellare, mi sono messa a fare due passi verso il mercato di via Fauchè di Milano. Camminavo lestissima per riscaldarmi vista la temperatura polare e, attraversando il parchetto di piazza Gerusalemme attenta a non scivolare sul ghiaccio, un ragazzo un po' ricurvo su sè stesso e infreddolito mi ha porto una manciata di carciofi distendendo le mani in posa d'offerta. Lo sguardo di carbone, il calore di quegli occhi che cercavano di catturare l'attenzione dei miei puntati dritti come lance verso il mercato, mi è parso dolce, disarmato, irresistibile. " Ciao, li vuoi i miei carciofi? li ho puliti, sono freschi e costano il giusto". Costano il giusto. Fa riflettere questa frase...
Mi piacciono moltissimo i carciofi, crudi o cotti che siano, e chi me li ha proposti ancora di più, per il suo modo pulito, gentile, vero. mi ha spiegato che colloca la sua cassetta della frutta rovesciata a mo' di banchetto improvvisato perchè non ha i soldi per vendere al mercato, che gli dispiace (di essere anche in questa cosa un outsider) che se i suoi carciofi sono davvero buoni, lo potrò ritrovare lì, proprio lì, il sabato e il martedi. Ne ho presi 10 a tre euro di carciofi, e me ne ha regalato uno. Ha scelto, con cura e con calma, il più grosso. E mi ha ringraziato,ringraziato, ringraziato. Quella gratitudine mi ha messo a disagio perchè per così poco era fuori luogo. Mi è venuto un nodo alla gola pensando a tutte le mie occasioni perdute di manifestare gratitudine.
I carciofi sono stati davvero gustosi. Il sapore di quell'Incontro e del Dono ricevuto continuo a sentirlo...
venerdì 3 febbraio 2012
pensieri e ripensamenti
La mia posizione in una delle due carceri dove presto servizio volontario è invisibile. Non entro con un articolo, che so...il 17, o simili, entro "nella tasca" del cappellano. Questo comporta che quando il cappellano non c'è spesso l'ora di lavoro è boicottata dal personale penitenziario che con scuse varie tra un cancello e l'altro mi fa aspettare decine di minuti. Ho pensato che se il decreto svuotacarceri manda a casa i miei ragazzi lascio l'attività di qui e intensifico quella milanese. Ieri c'è stato l'incontro del mio progetto "sprigionarsi" e una serie di uomini che potrebbero uscire mancano di una casa dove andare. O perchè senza famiglia o perchè la famiglia ha esaurito le occasioni da offrire. Un po' brutalmente ( cosa che non mi è consueta affatto...ma ieri è venuta da sè) ho interpellato il cappellano per sapere se davvero non ci sono possibilità di cavare fuori da questa tomba per sepolti vivi sta gente. Certe volte emerge una fragilità formidabile, certe volte scatta un'empatia e un desiderio di confidenza che mette tutti noi a nudo sui nostri veri bisogni. V ha un livello raso terra delle barriere immunitarie e da tre mesi è tormentato dalla candida. Il medico del carcere non provvede e di settimana in settimana la micosi avanza. Perchè è così difficile dare una mano?
Il comune ha delle case che ha lasciato decadere e ora sono molto conciate. Vorrei provare a chiederle per gli ex detenuti che non hanno riparo... Il fatto che siano diroccate mi pare una risorsa sotto un certo punto di vista. Mi vengono in mente due cose: Francesco che riceve mandato di "Riparare la Sua casa" e lo spirito di gruppo meraviglioso che si crea tra lui, Masseo, Elia, Leone e gli altri amici di Assisi e il fatto che nella nostra città ci sono almeno quattro grandi imprese edili a cui chiedere un contributo in materiali...
I ragazzi finalmente sprigionati lavorerebbero ad un progetto, che li coinvolge in un FARE per loro stessi e per chi verrà, e la città sarebbe chiamata a contribuire dando un supporto. Mi rendo conto della difficoltà di far girare in armonia e con costanza questo progetto nella speranza di riuscire a far decollare una forma di autogestione ispirata alla reciprocità dell'aiuto, ma perchè non tentare?
L'altra opzione può essere ottenere dal comune il bene e assicurare il passaggio di proprietà dopo 15 anni dalla ristrutturazione, necessaria a rendere abitabile per gli ex detenuti l'immobile, che deve restare in comodato per i tre lustri. Poi chi ha investito nei lavori lo può riscattare...
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