giovedì 26 luglio 2012

ACCUSARE IL COLPO

Il giorno della semirissa in carcere non è stato l'unico. In questi otto anni di servizio sono stata testimone di momenti di sconvolgente tensione. Ammortizzata sempre con respiri lunghi e grande pace interiore in grado di contagiare i miei compagni di "cella". Ho fatto, questa volta, invece, una fatica tremendissima a sciogliere il nodo in gola che mi è preso e ricucire sui fragili fili del dialogo che stiamo cercando di tessere...è stato complicato e precario... In genere io non cedo alle preoccupazioni...ma lì per lì, la sola idea che due dei tre coinvolti potessero giocarsi gli arresti domiciliari e ancora di più sotterrarsi nel nulla di questa tomba di sbarre mi ha provocato un malessere fisico e mentale atroce... Grazie al Cielo non c'erano guardie carcerarie a tiro... Per dividerli ho preso gomitate e qualche cazzotto ma era tale l'adrenalina che ho accusato il colpo solo di notte... Parte del mio lavoro è portare uno stato di leggerezza, di smuovere quel tempo fangoso che sa di palude e "mal'aria" che contraddistingue i luogho chiusi che putrefanno la libertà... Magari si parla di cose serie, ogni tanto c'è chi chiede che per un tot di incontri si lavori su quella che per i criminologi si chiama revisione critica del crimine... oppure si cerca di ronzare intorno a Dio dal momento che io entro ufficiosamente per fare catechismo, senza avere nè preparazione per farlo nè la faccia tosta visto che manco come non mai, e da sempre, di certezze. Quando mi si chiede se sono una credente ho sempre un sussulto di disagio per il mio stato di carenza... Non riesco a dire di credere. Spero, piuttosto. Spero tanto che Cristo sia il nostro possibile, in vita intendo... che la sua storia di innamorato del mondo e dei suoi margini possa essere la storia di ciascuno di noi e comunque la mia. Alla Resurrezione non accedo... è un Mistero troppo smisurato e ai funerali le prediche che sento mi irritano fin nel profondo. Quello che faccio nel mio piccolo è cercare di morire a me stessa, di far morire di me tutte quelle parti inutili, tutto quello che mi allontana dal mio essere essenziale...per sublimare...io sono una sperante e una sublimatrice...cerco, talvolta disperatamente, la mia nudità. Ma non è facile disarmarsi...non è facile per niente levarsi la corazza... Il gr° dei miei detenuti che fa parte del cammino "sprigionarsi" chiama il ns spazio comune, non a caso, scatechismo... Non diamo mai nulla per scontato, è inammissibile il dogma e il metodo di confronto è maieutico... Alla fine usciamo sempre con un fardello di domande e quasi mai nessuna risposta. Quel giorno non vedevo l'ora di uscire perchè ho rischiato di mettermi a piangere. Anzi mi sono liquefatta appena alle mie spalle si è chiusa l'ultima porta blindata coi vetri antiproiettile, non riuscivo ad arrestare le lacrime, non trovavo le chiavi dell'auto per rifugiarmi in un posto sicuro dagli sguardi indiscreti. Purtroppo, in quel mentre, è arrivato l' anzianissimo cappellano del carcere a cui faccio da tappabuchi quando proprio non ce la fa... che mi vuole un bene immenso...Mi ha accarezzato il viso...rigato di lacrime mentre tenevo tenacemente chiusi gli occhi, serravo le labbra e mi reprimevo in apnea... "Non mettere il cuore sottochiave per non farlo volare via"...mi ha detto la sera dopo venendo a cena da noi. Arrivato non c'era nessun noi, figli in giro chi per il mondo chi per sport, marito come al solito al suo amato lavoro, io e lui soli, come vecchi amici, o come con un mio nonno un po' speciale...

martedì 3 luglio 2012

travolta da un insolito destino tra i grigi banchi della scuola

secondo step: gita pastorale nelle scuole cittadine e dintorni( 6 + 5!!) e richiesta di un colloquio con i docenti di lettere e materie scientifiche. La fauna è la più varia. Sarà la crisi, economica, di prestigio, di età, oppure l'afa estiva ma, tolta una preside che mi è parsa la persona giusta al posto giusto, gli altri, tutti gli altri insegnanti non trasudavano una goccia di amore per il loro lavoro. Fiacchezza, delusione, arie incarognite, disilluse. Sto brancolando nella nebbia e non so che decisione prendere... La preside si è distinta perché è l'unica a non essere partita con un monologo lasciandomi parlare per prima, giusto per spiegare le mie difficoltà... c'è una differenza abissale di approccio tra la scuola pubblica e quella privata. Trovo desolante che a pagamento la disponibilità di cercare una via ci sia mentre in ambito pubblico l'atteggiamento sia liquidatorio. L'implicito pare essere " per quello che ci pagano dobbiamo sbatterci per un alunno solo? Se davvero è così intelligente che lo dimostri, il resto è lazzaronaggine". Ringrazio il Cielo di fare un lavoro per vocazione e non per mestiere. Per due anni l'università per cui lavoro non aveva soldi per pagare tutti i ricercatori, ho tenuto duro e, rinunciando a qualcosa, sono rimasta. Senza prendermela con gli studenti...anzi! sono rimasta proprio per la fertilità della relazione con loro... La scuola è decotta perchè sul fuoco c'è lo stesso stufato da troppo tempo, che ormai è sfatto, indigesto, immangiabile e la classe docente è per lo più in burn out. Come fanno i ragazzi ad amare lo studio?

venerdì 29 giugno 2012

Quozienti intellettivi

ho due figli in classi scolastiche diverse, in scuole di grado differente: una privata e una pubblica. Anno molto faticoso per entrambi, ore di studio infinite al pomeriggio, risultati minimi se non scarsi... una bocciatura e una pagella assai media. Per entrambi l'indicazione delle rispettive scuole di una visita dal neuropsichiatra per verificare che non ci fossero problemi dell'apprendimento... Avere risultati mediocri, essere, in altre parole, asini, come si diceva una volta è diventata una patologia? Per di più neuropsichiatrica? Dopo aver riflettuto un mese ho scelto due specialisti, uno ospedaliero e l'altra che esercita in regime privato per evitare che i risultati patissero influenze di qualche tipo. I due Q.I. sono di un po' superiori alla media: entrambi intorno al 40% in più. Il neuropsichiatra mi ha spiegato che lo scarso rendimento è dovuto alla noia, che la scuola italiana è ugualitaria, livellata su un quoziente intellettivo pari a non più di 90 e ritrovarsi 130 senza la possibilità di venire a contatto con insegnanti preparati a stimolare i non normodotati diventa fonte di fustrazione... Pensavo di avere figli asini e invece scopro che sono stati asinizzati dalle scuole, incapaci di prendersi cura dell'a-normalità delle minoranze. Ho ritirato entrambi dalle scuole dove sono stati iscritti fino al mese scorso...perchè non solo nell'obiettivo maieutico hanno fallito, ma hanno convinto entrambi di essere piuttosto incapaci. Nessuno dei due vorrebbe tornare in classe, qualsivoglia sia, ma sono alla scuola dell'obbligo...Vorrebbero insegnanti privati in un rapporto a tu per tu, ma sono troppo giovani per non vivere la fecondità della relazionalità in classe. Il punto è: cosa faccio ora??

lunedì 25 giugno 2012

SCANDALO AL SOLE

Per essere stato immortalato in Messico mentre si scambiava affettuosità in mare con una signora, l'onta dello scandalo è piombata sul vescovo argentino della diocesi di Merlo-Moreno, due cittadine abbastanza misere, fuori Buenos Aires. Gridare allo scandalo perchè una persona, come tante ha, forse, ceduto alla tentazione della carne, soddisfa il moralismo di molti. Ma Bargallò è anche presidente della Caritas Argentina. Più volte è stato criticato per essersi dimostrato negli anni poco sensibile alle istanze dei poveri e aver alimentato forme di nepotismo. Ci sarebbe da spendere una riflessione su altro genere di cattivo esempio: lo stridore del lusso del resort con lo spirito della Carità...

mercoledì 4 aprile 2012

a proposito di Pasqua... Qualche anno fa siamo andati a prepararci in un monastero dei monaci zoccolanti dell'Umbria con altre famiglie. Un frate seguiva gli esercizi spirituali, lectio, oratio, meditatio degli adulti e un frate ( santo frate) si accollava i piccoli per raccontare loro il Vangelo, spiegando la Passione e la Via Crucis con un linguaggio adatto. I miei figli entusiasti di questi momenti di " lavoro" ci parlavano in continuazione di quello che avevano ascoltato e le loro elaborazioni personali, che, non lo nascondo, rendevano me e mio marito orgogliosi della loro sensibilità... I frati invitarono gli abitanti del paese alla via crucis che si svolgeva deambulando in processione nel Chiostro del monastero, e coinvolgevano i bambini... giunti alla stazione del Cireneo che aiuta Gesù a trascinare la croce sul monte, molto fiducioso il frate interpellò i bambini: " Su! Chi mi dice chi si carica sulle spalle la croce al posto di Gesù?" ... Tutto tace... " "Daiii... il CI!... Il CI?...IL CIIII?"... e la mia bimba strillò a squarciagola " IL CITRULLOOOOOO"!!!

fu così che la LEGA perse la faccia

di tolla che si ritrova... già detestabile sopra ogni cosa la propaganda di epurazione portata avanti negli anni... ma... in quel caso la faccia, invece che di tolla, era di altro... e mi riferisco anche a quel capolavoro di disumanità della Bossi-Fini. Alla faccia di Roma Ladrona. Speriamo sia la volta buona che questi fomentatori del popolino spariscano dalla politica, insieme alla masnada di corrotti che infestano il Parlamento...e inizi un'era di maggior coscienza e di rispetto del bene comune. Basta con la manbassa della cosa pubblica come fosse res nullius... speriamo che questa Pasqua ci faccia risorgere da questi usi miserabili di spadroneggiamenti...dello sprofondo nord...

domenica 25 marzo 2012

DISARMARE PER RIPARTIRE

Ogni tanto riprendere in mano la Costituzione per rileggersela aiuta a ri-pensare a una serie di diritti e di principi dimenticati o ignorati. A parte il fine riabilitativo della pena, disatteso in modo criminale nella stragrande maggioranza delle carceri, l’altro articolo pericolosamente in dismissione da troppi anni è l’11: “ L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo della risoluzione delle controversie internazionali”. Poco meno venticinque miliardi di euro è quanto spende l’Italia per far fronte alle spese militari. La società civile deve sollevare un dibattito su quale tipo di modello di difesa i cittadini italiani vogliono che l’Italia di ispiri. Lo farà il Parlamento ma i cittadini devono far sentire la loro voce. Siamo al 120% del debito pubblico però lo Stato esclude di considerare di ripartire la spesa pubblica destinata alla difesa visto che dovrebbe servire a stabilità e pacificazione…dovrebbe servire… L’Italia sta per comprare 90 cacciabombardieri F35 al prezzi di 180 milioni di dollari ciascuno. Non ci sono soldi per incrementare il servizio civile… si chiedono sacrifici ai lavoratori….sulla scuola non si investe… e nessuno crede che la bellezza salverà il mondo, così anche l’arte in Italia è alla disfatta. Occorre disarmare la cultura piena di distorsioni se vogliamo riprendere a ricostruire le premesse di giustizia e pace.

sabato 25 febbraio 2012

ISTINTI REPRESSI?

Supermercato strapieno di gente (ho scoperto poi che l'effetto assalto alla diligenza era dovuto dal fatto che era l'ultimo giorno per convertire i punti in regali). A una mamma cade dal carrello la figlia di un anno e mezzo/due ribaltandosi di schiena e picchiando molto violentemente la nuca. Mentre arrivavo con il mio bimbo, spingendo il carrello, ho sentito il rumore secco della testa sul pavimento e ho sentito l'urlo disperato della madre. Ho visto lei che si chinava per raccoglierla con un movimento scomposto senza riuscire a smettere di gridare. La bambina strillava da pazzi. Qualche anno fa mio figlio volando dalla bici si catapultò contro il cancello di casa procurandosi un taglio allucinante alla testa. Ce la cavammo con 10 punti e un gran spavento, ma tempo dopo il mio bimbo mi confidò che vedendomi così sconvolta pensò che per lui fosse finita. Fu quella l'angoscia più grande per lui. Mi sono accostata a lei . Ho cercato, per come mi era possibile, di tentare di tranquillizzare quella donna, così terrificata, perchè suo malgrado si rendeva terrificante per la sua creatura, come era capitato a me qualche anno prima. "Signora, cerchi di calmarsi e di rassicurare la bimba, guardi che non perda sangue da orecchie, naso, bocca, l'accarezzi, guardi le pupille... non sono un medico, sono una mamma" "chiami mio marito, cerchi mio marito!!". Mi precipito fuori dall'ingresso girevole e nella folla delle persone in fila al desk per ritirare i regali ottenuti coi punti individuo il marito, gli spiego l'accaduto in un istante e della reazione della moglie, gli dico di far chiedere se ci sia un medico agli altoparlanti mentre di corsa lo accompagno dove stanno le donne della sua vita. Mio figlio, nel frattempo, era restato là ad aspettarmi e a fare loro compagnia... Tutto è rimasto immobile. Il resto della scena surreale. Della folla di gente c'era chi continuava a insacchettare la verdura, chi accelerava per allontanarsi e un gruppone di persone che rimasti dove già si trovavavo guardavano la scena nella passività più totale... Accorgermi che nessuno si fosse avvicinato mi ha fatto tremare. Come diamine è potuto accadere che in nessuno prevalesse l'istinto di muoversi verso di loro?

venerdì 24 febbraio 2012

COME FRANCESCO...che va e ripara la SUA casa

non so bene come muovermi in modo efficace per tentare di ottenere un immobile abbandonato dal comune da far restaurare agli ex detenuti senza dimora, così da procurare loro una casa e un progetto comune da portare avanti... Mi sono rivolta invano alla coordinatrice della scuola professionale degli edili. Non si è fatta coinvolgere per nulla. Feeling zero, purtroppo... Ma potrei ritentare con il preside. Se non trovo una soluzione per la ristrutturazione a costo minimo non ho speranze di spuntarla con il sindaco. L'idea, lo sento, è buona e finchè non le tento tutte non ho intenzione di mollare. Anch'io sono stata coinvolta nella ricostruzione di un'antichissima chiesina del 1200 che divenne, poi, il fulcro di una comunità francescana di base. A partire da un ammaso di ruderi abbiamo riedificato pietra dopo pietra, ad Assisi un refettorio, due dormitori, il forno del pane, un grande casotto degli attrezzi, le casette per fare eremo e una biblioteca. Esperienza diventata una pietra angolare della mia vita. MA se guardo altrove, penso anche alla vicenda di Paolo Dall'Olio, il gesuita in SIria fondatore della comunità monastica mista di Deir Mar Musa nel deserto siriano dove cristiani e musulmani convivono in pace... Anche lui si fece assegnare dei ruderi e ricominciò a costruire... mattone dopo mattone... Mercoledi scorso la comunità ha subito un'aggressione e ancora oggi non è chiaro cosa stia succedendo... speriamo in BENE...

martedì 21 febbraio 2012

LA VITA IN UN CONTATTO

Ieri accesa riunione a scuola sul tema dell'educazione, dello studio e dell'uso della tecnologia. Ero l'unica su più di trecento genitori che ha fatto la scelta di non offrire ai propri figli tutto quel che passa la tecnologia. Sarà che da sempre, fin da quando ero bambina, mi sono posta la questione di quale fosse il modo migliore per vivere più intensamente, per fare esperienza del mio tempo. Amavo due cose in particolare, e una persona: suonare il pianoforte, camminare camminare e camminare in montagna e passare il tempo con il mio amatissimo nonno, appassionato de musica e di cime. Mi chiedevo se suonare, al chiuso, tante ore a discapito delle ore passate nel mondo in mezzo alla natura non fosse una dissipazione di vita. Forse lo era ma anche il richiamo della musica era irresistibile e lo assecondavo. Nati i miei figli avevo chiaro che desideravo vederli crescere e accompagnarli nella vita. Difficilmente nei primi 10 anni della loro vita sono stati intrattenuti dalla Tv. Giocavamo, si passeggiava, correvamo al parco, facevamo giardinaggio, poi c'era la pittura, la cucina dove paciugare, i racconti, le coccole e tante altre cose normali... Non avevo una strategia educativa iconoclasta particolare. Ci piaceva se possibile stare insieme, fare cose insieme. Mi accorsi col tempo che non avere l'abitudine della tv aveva delle ricadute notabili. Per esempio alla prima festicciola dell'asilo alle pareti c'erano i disegni dei bambini, rappresentavano due soggetti preferenziali: o un mostriciattolo spigoloso giallo e nero o delle specie di barbapapa' verde acido, rosa shocking, viola e giallo sole con il volto sorridente. Si trattava di Pokemon e di Teletubbies. Esempio di duopolio della fantasia dei bambini. I disegni dei miei due bambini erano esplosioni di altro genere di scarabocchi, fiori, bambini, il nostro Terranova, le pentole... Ebbi l'immediata impressione che l'istinto mi aveva fatto buon gioco e cominciai a riflettere sul fatto che avrei dovuto porre attenzione alle occasioni di potenziali occupazioni della mente dei miei bambini. Parte della serata di ieri è stata dedicata a demonizzare Facebook, internet e videogiochi. Da genitori che, a me pare, siano i pusher in prima linea di questi strumenti. Mah! Ho sentito dire che la tecnologia è neutra e che va posta attenzione al'uso che se ne fa. Io non la penso così. Non è affatto neutra: facilita alcune cose e ne complica altre. Provoca un'alterazione, un cambiamento. Dire che è neutra mi sa di frase fatta che porta la riflessione fuori strada... Io uso abbastanza internet, e molto il computer per lavorare, studiare e quando non c'è possibilità di incontrare chi mi interessa anche per comunicare. Ma le possibilità sconfinate che offre mi sembrano il suo limite e, soprattutto, non appagano il mio desiderio di infinito che necessita di incontrare il particolare, l'unicità dell'incontro personale.

venerdì 10 febbraio 2012

liberi o costretti?

tema di ieri per sprigionarsi un po', sconfinato, irresistibile, insondabile, esistenziale: " perchè non parliamo del senso della vita?" e un altro e "del senso della preghiera"? Aggiunge un altro... Se Dio esistesse, se io ci credessi davvero e perciò avessi la certezza dell'aldilà mi ammazzerei subito in quest'istante. Che ci sto a fare nell'aldiqua?". E un altro:"come mai se Dio c'è siamo costretti a vivere in questo mondo che fa schifo"..... Giusto ieri appena uscita di casa in auto mi sono fermata in prossimità delle strisce per fare attraversare una signora. Lei mi ha ringraziato e ringraziato col labiale, col sorriso e, mentre camminava, con accenni di inchini di testa. Ho abbassato il finestrino e le ho detto la stessa frase che tempo fa mi disse, con un sorriso, una signora, perchè in quel caso ero io a ringraziarla di non avermi investito sulle strisce: "sono una mamma, ricambi la gentilezza comunque doverosa, rispettando anche lei la precedenza dei pedoni sulle strisce". In cuor mio, da mamma quale anch'io sono, ho apprezzato la sottolineatura del "doveroso" e ho pensato che se tutti la pensassero "da mamme" le strisce sarebbero finalmente sicure. E' un po' pazzesco che non si consideri scontato il rispetto del codice stradale... ma sappiamo che così è... Ore dopo, sul finire del giorno, un incrocio prima della canonica del Cappellano (che mi accingevo a recuperare per andare in carcere) vedo una piccola signora,ormai giovane da tempo, che titubava sul ciglio senza osare l'attraversamento delle strisce. Andavo già piano, ho rallentato e ho arrestato l'auto. Dietro di me, a distanza di una manciata di secondi arrivava un'auto in velocità, guidata da un signore al telefono, che inchiodava i freni all'ultimo secondo, evitando di venirmi addosso per un pelo. Si attaccava al clacson gridando furibondo. Con l'intenzione di stemperare mi sono girata sorridendo indicando strisce e anziana signora che spaventatasi si era pietrificata a metà del tragitto. Il signore con un balzo minaccioso è sceso dall'auto si è avvicinato e mi ha insultato. Di nuovo gli dico che mi spiace ma lui è in piena effervescenza ... chiudo il finestrino e mi allontano, per non tardare l'arrivo in carcere per il nostro gruppo della sera... casomai il mondo facesse schifo, da chi dipenderebbe?

mercoledì 8 febbraio 2012

i carciofi fanno bene al fegato ...e al cuore

martedì, in attesa di un appuntamento di lavoro in pausa pranzo, per non rodermi il fegato su una spinosissima questione legale che coinvolge persone amatissime e che mi fa arrovellare, mi sono messa a fare due passi verso il mercato di via Fauchè di Milano. Camminavo lestissima per riscaldarmi vista la temperatura polare e, attraversando il parchetto di piazza Gerusalemme attenta a non scivolare sul ghiaccio, un ragazzo un po' ricurvo su sè stesso e infreddolito mi ha porto una manciata di carciofi distendendo le mani in posa d'offerta. Lo sguardo di carbone, il calore di quegli occhi che cercavano di catturare l'attenzione dei miei puntati dritti come lance verso il mercato, mi è parso dolce, disarmato, irresistibile. " Ciao, li vuoi i miei carciofi? li ho puliti, sono freschi e costano il giusto". Costano il giusto. Fa riflettere questa frase... Mi piacciono moltissimo i carciofi, crudi o cotti che siano, e chi me li ha proposti ancora di più, per il suo modo pulito, gentile, vero. mi ha spiegato che colloca la sua cassetta della frutta rovesciata a mo' di banchetto improvvisato perchè non ha i soldi per vendere al mercato, che gli dispiace (di essere anche in questa cosa un outsider) che se i suoi carciofi sono davvero buoni, lo potrò ritrovare lì, proprio lì, il sabato e il martedi. Ne ho presi 10 a tre euro di carciofi, e me ne ha regalato uno. Ha scelto, con cura e con calma, il più grosso. E mi ha ringraziato,ringraziato, ringraziato. Quella gratitudine mi ha messo a disagio perchè per così poco era fuori luogo. Mi è venuto un nodo alla gola pensando a tutte le mie occasioni perdute di manifestare gratitudine. I carciofi sono stati davvero gustosi. Il sapore di quell'Incontro e del Dono ricevuto continuo a sentirlo...

venerdì 3 febbraio 2012

pensieri e ripensamenti

La mia posizione in una delle due carceri dove presto servizio volontario è invisibile. Non entro con un articolo, che so...il 17, o simili, entro "nella tasca" del cappellano. Questo comporta che quando il cappellano non c'è spesso l'ora di lavoro è boicottata dal personale penitenziario che con scuse varie tra un cancello e l'altro mi fa aspettare decine di minuti. Ho pensato che se il decreto svuotacarceri manda a casa i miei ragazzi lascio l'attività di qui e intensifico quella milanese. Ieri c'è stato l'incontro del mio progetto "sprigionarsi" e una serie di uomini che potrebbero uscire mancano di una casa dove andare. O perchè senza famiglia o perchè la famiglia ha esaurito le occasioni da offrire. Un po' brutalmente ( cosa che non mi è consueta affatto...ma ieri è venuta da sè) ho interpellato il cappellano per sapere se davvero non ci sono possibilità di cavare fuori da questa tomba per sepolti vivi sta gente. Certe volte emerge una fragilità formidabile, certe volte scatta un'empatia e un desiderio di confidenza che mette tutti noi a nudo sui nostri veri bisogni. V ha un livello raso terra delle barriere immunitarie e da tre mesi è tormentato dalla candida. Il medico del carcere non provvede e di settimana in settimana la micosi avanza. Perchè è così difficile dare una mano? Il comune ha delle case che ha lasciato decadere e ora sono molto conciate. Vorrei provare a chiederle per gli ex detenuti che non hanno riparo... Il fatto che siano diroccate mi pare una risorsa sotto un certo punto di vista. Mi vengono in mente due cose: Francesco che riceve mandato di "Riparare la Sua casa" e lo spirito di gruppo meraviglioso che si crea tra lui, Masseo, Elia, Leone e gli altri amici di Assisi e il fatto che nella nostra città ci sono almeno quattro grandi imprese edili a cui chiedere un contributo in materiali... I ragazzi finalmente sprigionati lavorerebbero ad un progetto, che li coinvolge in un FARE per loro stessi e per chi verrà, e la città sarebbe chiamata a contribuire dando un supporto. Mi rendo conto della difficoltà di far girare in armonia e con costanza questo progetto nella speranza di riuscire a far decollare una forma di autogestione ispirata alla reciprocità dell'aiuto, ma perchè non tentare? L'altra opzione può essere ottenere dal comune il bene e assicurare il passaggio di proprietà dopo 15 anni dalla ristrutturazione, necessaria a rendere abitabile per gli ex detenuti l'immobile, che deve restare in comodato per i tre lustri. Poi chi ha investito nei lavori lo può riscattare...

martedì 10 gennaio 2012

questione di scarti

una delle mie passioni è lavorare la terra. In questi giorni sto eradicando parte di una siepe malata da tempo. Ad ottobre, in Francia, ho visto meravigliose piante di meli e peri, topiati a candelabro, li ho ordinati dopo una serie di peripezie e la settimana prossima me li recapiteranno. Ordunque: il periodo di impianto non è perfetto. Gli alberi arriveranno a radice nuda perciò vanno messi a dimora al volo, non prima di aver provveduto ad una adeguata inzaffardatura ( = infangatura in poltiglia di strame acqua humus e buona terra)... Sulla terra del mio giardino ho scoperto cose truci: ci sono notevoli tracce di piombo e nichel, sebbene io abbia una condotta ecosofica e biologica. Evidentemente è un problema di inquinamento ambientale visto che la casa appartiene alla mia famiglia da almeno un secolo. Ci ho studiato sopra e ho scoperto che alcuni lombrichi digerendo la terra contaminata riescono a risanare la terra rendendola anche molto fertile. Dopo una rapida ricerca, ho scoperto che sul lago, a 5km da casa mia c'è un signore che alleva proprio le specie dei due vermi che cercavo e ne ho comprato un grande saccone. Ho speso molto di più del previsto ma credo di aver fatto bene. Mi si è acceso un lampo... cosa posso fare per tentare di introdurre in carcere alcune attività "verdi", legate proprio alla rilavorazione degli scarti della società? Simile con simile equivale a cura...a imparare a prendersi cura...