tre idee, tre proposte, dai ragazzi sottovuoto...
la prima viene da un piccolo gruppo di giocatori d'azzardo: vorrebbero formare un sottogruppo per lavorare sulla compulsione che li porta a dissiparsi tra roulette, slot e gratta e vinci. Dovrei riprendere a studiarci su... e probabilmente il carcere rifiuterebbe il progetto. La seconda pensata viene da parte di qualcuno che vorrebbe scrivere ma teme, ritenendosi sgrammaticato, il giudizio ( perciò vorrebbe che io leggessi e correggessi in anteprima per poi condividere con i compagni); la terza è un'idea La butto lì io. Visto che amo le mappe, mi piacerebbe che insieme tracciassimo sentieri di pensieri che si rincorrono, mettendo ogni settimana poche righe per iscritto, ricostruendo una carta geoemotiva dei nostri percorsi critici. Qualcuno, oltrepassa per dire che sarebbe bello poter usare quel che resta dei nostri pensieri per una sorta di palinsesto da drammatizzare. Speravo molto che prima o poi qualcuno disancorasse un progetto dalle zavorre della noia quotidiana dietro le sbarre, e quest'ipotesi di una flagranza di teatro mi pare una chance da rilanciare.
Da un paio di incontri mi ritrovo con solo due persone che d'oltremare che ascoltano molto e parlano poco. Sono nuovi arrivati, mi pare si sentano a loro agio ma sono ancora in fase esplorativa delle loro sensazioni. Non è così scontato accordare i linguaggi, anche se delle parole alla fine si coglie il significato letterale. Mi viene in mente la riflessione di un mio fratello di pensiero Homi Bhabha " La sopravvivenza del migrante dipende dalla sua capacità di scoprire come il nuovo entra a far parte del mondo. L’importante è creare rapporti tra gli elementi instabili di letteratura e vita – il rischioso appuntamento con l’intraducibile – piuttosto che giungere a formulare nomi fissi, già pronti per l’uso"...
Diamine com'è vero quello che scrive!
lunedì 13 giugno 2011
giovedì 9 giugno 2011
ieri ho accettato l'invito a fare due chiacchiere con un gruppo di ragazzi con qualche anno in meno me, ma non troppi, che stanno dedicando un anno al servizio civile. Il tema in dibattito era giustizia, pena e carcere. Ho incontrato belle facce e teste pensanti. Bell'esperienza. In montagna, non lontanissimo da casa mia. Sono cresciuta calcando i sentieri per accarezzare le cime d'intorno. Mi ha sbalordito però la strada che ho fatto per arrivare nel luogo dell'incontro. Nel giro di un inverno sono stati aperti cantieri su cantieri che stanno divorando boschi. Faggeti di una bellezza struggente decapitati...
Il fulminante ricordo di un pensiero del mio saggio fratello in spirito critico, Enrico Davide (T) mi è balenato...: “Per un uomo solo che avrà gli occhi aperti sulla alla bellezza del mondo che lo circonda, ve ne saranno novantanove che gratteranno la superficie con le loro unghie per estrarne l’oro. L’ordine delle cose dovrebbe essere capovolto: il settimo giorno dovrebbe essere dell’uomo dedicato al lavoro, per guadagnarsi il pane col sudore della fronte e gli altri sei, la sua domenica, consacrata a tutto ciò che ama e alle cure dell’anima”.
Il fulminante ricordo di un pensiero del mio saggio fratello in spirito critico, Enrico Davide (T) mi è balenato...: “Per un uomo solo che avrà gli occhi aperti sulla alla bellezza del mondo che lo circonda, ve ne saranno novantanove che gratteranno la superficie con le loro unghie per estrarne l’oro. L’ordine delle cose dovrebbe essere capovolto: il settimo giorno dovrebbe essere dell’uomo dedicato al lavoro, per guadagnarsi il pane col sudore della fronte e gli altri sei, la sua domenica, consacrata a tutto ciò che ama e alle cure dell’anima”.
mercoledì 8 giugno 2011
martedì 7 giugno 2011
cassa da piombare
Sono ancora arrabbiata. Ieri mi ha chiamato un'amica per propormi di pranzare insieme. Abbiamo in comune alcuni interessi e attività:ogni tanto chiacchieriamo raccontandoci le nostre esperienze di gestione dei conflitti visto che entrambe ci occupiamo di mediazione. A tal pro mi racconta di una visita strampalata, di cui non ho saputo nulla, che le hanno fatto, nel suo studio, i miei soliti colleghi "al fine di creare una sinergia". Alla fine la mia amica non ha capito si cosa.
Nell'ultima sessione, tre mesi fa, di cda parlai di lei proponendo di includerla nel nostro gruppo visto che è molto in gamba, e che, come me, lavora in università: ottimo laboratorio sociale per tastare l'interesse su certi argomenti.
Di questa visita lei ne ha tratto un'impressione non troppo gradevole. Del presidente di un "fico molle, in buona fede, ma molle" e della vicepresidente, di una "mantide che quando ha pensato che le avrei rubato la scena aveva perso ogni interesse a conoscermi". Come ho fatto a non accorgermi della disseminazione seriale di brutte figure? E delle operazioni messe in atto a nome di tutti i membri senza che i membri sappiano cosa succede a nome nostro? Mi sa che piombo la cassa.
venerdì 3 giugno 2011
in carcere si era in troppi e non è facile dialogare quando si fatica a praticare un silenzio rispettoso mentre l'altro parla.
C'erano cittadini del mondo di troppi luoghi lontani, contemporaneamente.
Abbiamo dissipato l'occasione di quest'incontro... ma ho evitato, in coscienza, di imporre la regola in questo posto dove tutto è troppo imperativo. Tutto scorre, anche il tempo. Arrivate le guardie per scortare nelle celle, qualcuno s'è dispiaciuto che il caos avesse preso il sopravvento. Nel frattempo mi era venuta in mente una storiellina filosofica che ho deciso di tenere in serbo per introdurre la prossima volta.
S'intitola "il leone"
Quando il moscerino sentì per la prima volta il leone ruggire, si rivolse alla gallina: “Ronza in modo buffo”.
“Lascia perdere il ronzare”, sostenne lei.
“Come?”, domandò il moscerino.
“Schiamazza come un pollo!”, rispose la gallina. “Ma lo fa in modo altrettanto buffo"
Sardonica sintesi di come ognuno usa il suo setaccio per sgranare il mondo soltanto tramite il filtro individuato dalla propria prospettiva; il tema è, dunque, se, e casomai come, sia possibile assumerlo attraverso le prospettive altrui
C'erano cittadini del mondo di troppi luoghi lontani, contemporaneamente.
Abbiamo dissipato l'occasione di quest'incontro... ma ho evitato, in coscienza, di imporre la regola in questo posto dove tutto è troppo imperativo. Tutto scorre, anche il tempo. Arrivate le guardie per scortare nelle celle, qualcuno s'è dispiaciuto che il caos avesse preso il sopravvento. Nel frattempo mi era venuta in mente una storiellina filosofica che ho deciso di tenere in serbo per introdurre la prossima volta.
S'intitola "il leone"
Quando il moscerino sentì per la prima volta il leone ruggire, si rivolse alla gallina: “Ronza in modo buffo”.
“Lascia perdere il ronzare”, sostenne lei.
“Come?”, domandò il moscerino.
“Schiamazza come un pollo!”, rispose la gallina. “Ma lo fa in modo altrettanto buffo"
Sardonica sintesi di come ognuno usa il suo setaccio per sgranare il mondo soltanto tramite il filtro individuato dalla propria prospettiva; il tema è, dunque, se, e casomai come, sia possibile assumerlo attraverso le prospettive altrui
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