giovedì 9 giugno 2011

ieri ho accettato l'invito a fare due chiacchiere con un gruppo di ragazzi con qualche anno in meno me, ma non troppi, che stanno dedicando un anno al servizio civile. Il tema in dibattito era giustizia, pena e carcere. Ho incontrato belle facce e teste pensanti. Bell'esperienza. In montagna, non lontanissimo da casa mia. Sono cresciuta calcando i sentieri per accarezzare le cime d'intorno. Mi ha sbalordito però la strada che ho fatto per arrivare nel luogo dell'incontro. Nel giro di un inverno sono stati aperti cantieri su cantieri che stanno divorando boschi. Faggeti di una bellezza struggente decapitati...
Il fulminante ricordo di un pensiero del mio saggio fratello in spirito critico, Enrico Davide (T) mi è balenato...: “Per un uomo solo che avrà gli occhi aperti sulla alla bellezza del mondo che lo circonda, ve ne saranno novantanove che gratteranno la superficie con le loro unghie per estrarne l’oro. L’ordine delle cose dovrebbe essere capovolto: il settimo giorno dovrebbe essere dell’uomo dedicato al lavoro, per guadagnarsi il pane col sudore della fronte e gli altri sei, la sua domenica, consacrata a tutto ciò che ama e alle cure dell’anima”.

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