lunedì 13 giugno 2011

tre idee, tre proposte, dai ragazzi sottovuoto...
la prima viene da un piccolo gruppo di giocatori d'azzardo: vorrebbero formare un sottogruppo per lavorare sulla compulsione che li porta a dissiparsi tra roulette, slot e gratta e vinci. Dovrei riprendere a studiarci su... e probabilmente il carcere rifiuterebbe il progetto. La seconda pensata viene da parte di qualcuno che vorrebbe scrivere ma teme, ritenendosi sgrammaticato, il giudizio ( perciò vorrebbe che io leggessi e correggessi in anteprima per poi condividere con i compagni); la terza è un'idea La butto lì io. Visto che amo le mappe, mi piacerebbe che insieme tracciassimo sentieri di pensieri che si rincorrono, mettendo ogni settimana poche righe per iscritto, ricostruendo una carta geoemotiva dei nostri percorsi critici. Qualcuno, oltrepassa per dire che sarebbe bello poter usare quel che resta dei nostri pensieri per una sorta di palinsesto da drammatizzare. Speravo molto che prima o poi qualcuno disancorasse un progetto dalle zavorre della noia quotidiana dietro le sbarre, e quest'ipotesi di una flagranza di teatro mi pare una chance da rilanciare.
Da un paio di incontri mi ritrovo con solo due persone che d'oltremare che ascoltano molto e parlano poco. Sono nuovi arrivati, mi pare si sentano a loro agio ma sono ancora in fase esplorativa delle loro sensazioni. Non è così scontato accordare i linguaggi, anche se delle parole alla fine si coglie il significato letterale. Mi viene in mente la riflessione di un mio fratello di pensiero Homi Bhabha " La sopravvivenza del migrante dipende dalla sua capacità di scoprire come il nuovo entra a far parte del mondo. L’importante è creare rapporti tra gli elementi instabili di letteratura e vita – il rischioso appuntamento con l’intraducibile – piuttosto che giungere a formulare nomi fissi, già pronti per l’uso"...
Diamine com'è vero quello che scrive!

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