venerdì 29 giugno 2012

Quozienti intellettivi

ho due figli in classi scolastiche diverse, in scuole di grado differente: una privata e una pubblica. Anno molto faticoso per entrambi, ore di studio infinite al pomeriggio, risultati minimi se non scarsi... una bocciatura e una pagella assai media. Per entrambi l'indicazione delle rispettive scuole di una visita dal neuropsichiatra per verificare che non ci fossero problemi dell'apprendimento... Avere risultati mediocri, essere, in altre parole, asini, come si diceva una volta è diventata una patologia? Per di più neuropsichiatrica? Dopo aver riflettuto un mese ho scelto due specialisti, uno ospedaliero e l'altra che esercita in regime privato per evitare che i risultati patissero influenze di qualche tipo. I due Q.I. sono di un po' superiori alla media: entrambi intorno al 40% in più. Il neuropsichiatra mi ha spiegato che lo scarso rendimento è dovuto alla noia, che la scuola italiana è ugualitaria, livellata su un quoziente intellettivo pari a non più di 90 e ritrovarsi 130 senza la possibilità di venire a contatto con insegnanti preparati a stimolare i non normodotati diventa fonte di fustrazione... Pensavo di avere figli asini e invece scopro che sono stati asinizzati dalle scuole, incapaci di prendersi cura dell'a-normalità delle minoranze. Ho ritirato entrambi dalle scuole dove sono stati iscritti fino al mese scorso...perchè non solo nell'obiettivo maieutico hanno fallito, ma hanno convinto entrambi di essere piuttosto incapaci. Nessuno dei due vorrebbe tornare in classe, qualsivoglia sia, ma sono alla scuola dell'obbligo...Vorrebbero insegnanti privati in un rapporto a tu per tu, ma sono troppo giovani per non vivere la fecondità della relazionalità in classe. Il punto è: cosa faccio ora??

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