martedì 31 maggio 2011
ho l’impressione che lo spirito di orizzontalità che avrebbe dovuto ispirare la crescita dell’associazione con cui collaboro sia più un’enunciazione di principio che una pratica. Nell’ultimo anno m’è parso di vedere che dalla gestione delle relazioni con l'esterno traspaia una certa confusione tra potere e servizio. Per essere chiari: che i rappresentanti formali si riservino aree di relazioni che riguardano l'associazione senza condividerle con tutti i suoi membri attivi trovo che non risponda affatto alla vocazione “cooperative” che mi ha fatto scegliere di partecipare come socio fondatore. Una dimensione “competitive” non mi appartiene.
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