giovedì 4 aprile 2013

SALDARE IL DEBITO CON L'INGIUSTIZIA
uno dei miei ragazzi tra meno di una settimana esce dalla prigione. Più di 20 anni passati dentro, uscendo di tanto in tanto, rientrando di tanto in tanto. Lo frequento da 5 anni, durante i quali non è mai uscito. Il suo tempo pare definitivamente in scadenza.

Come un animale ferito, ringhia. Al mondo. La  paura è una brutta bestia. Parte della sua vita se l'è intascata l'eroina e l'aids brinda con la sua salute già da un po'. Anche se oggi, a vederlo, sta meglio di 5 anni fa ed è quel filo più in carne da renderlo all'apparenza tutto sommato abbastanza sano per rigiocarsi la vita fuori.

Un mese fa mi ha chiesto aiuto. E' terribile sentirsi chiedere aiuto sapendo di essere quanto di più impotente. In teoria avrei una regola fatta giusto per essere trasgredita. Naufrago nel mare desolante delle mura carcerarie e mi invento di tutto per stare con chi mi richiede fin negli abissi più spaventosi finchè insieme si riesce a risalire ma poi, una volta fuori ciascuno respira coi propri polmoni.

Anche con Vito questa intenzione resta giusto tale: un'intenzione. Fatto sta che ho iniziato a tormentare il cappellano e  a tormentare sono una specialista d'eccellenza per cercargli quantomeno un riparo. Raspando è saltata fuori una comunità di monaci somaschi dove sono ospitati tossici che non reggono più il tritacarne delle sostanze. Ho poca fiducia dei "trattamenti" delle comunità di recupero. In 10 anni di vita passati lì di salvati ne  ho visti pochi.  Chi non  è ricascato nella malìa del viaggio chimico è morto di aids. Ma i somaschi hanno un carisma particolare e lasciarsi ospitare da loro mi era parsa un'occasione spirituale da tentare. Non gli va, mi dice, incazzato come una belva, che lui è un perdente per la società che-è-fatta-di-stronzi, che nessuno si fiderebbe di lui, che lui non si fida di nessuno, e che andrà a dormire nei parcheggi, per terra e ribusserà alle porte del carcere per avere pane secco da mangiare. Vittimismo autolesionista il tuo, gli ribatto. Mi dice che si fida solo di me. Gli rispondo: per forza sono l'unica a cui ti sei affidato! Si può percorrere il mondo attraversando tante soglie...è anche vero che farci piccoli per bussare non è sempre alla nostra portata...

Oggi c'è il gruppo "sprigionarsi", sarebbe l'ultimo per lui ma mi ha fatto già sapere che non verrà. Perchè si aspetta una lettera ( altra azione che mi ero ripromessa di non fare perchè scrivere a uno e non ad un altro scatena malumori e sindromi di Calimero terrificanti tra i miei uomini... ma ogni tanto finisce che prendo carta e matita...se ho la grazia di uno spazio sufficientemente libero da essere visitato da un'ispirazione a buttare giù pensieri decenti e affronto le gelosie con faccia di tolla, finchè si stemperano)...

 

<< Caro V., mi lascia ancora molto pensosa la conversazione di giovedì santo dopo la lavanda dei piedi, di noi due nel corridoio. Un mucchio di rabbia: pessima consigliera. Non ti pare di aver saldato già più del dovuto il debito con l’ingiustizia senza rincarare la dose  ?  Davvero non puoi proporti di abbozzare interiormente una mappa che ti orienti verso azioni intenzionali per non sperperare inutilmente le tue energie? Portare a manifestazione un progetto non è affatto semplice. Ne so qualcosa pure io che per tenere duro nel lavoro per cui sono vocata e che non viene pagato se non con anni di ritardo, ne faccio altri due. Mi trasformo in un lupo che si ostina a non mollare l'osso perchè anche a quest'osso sento che è  connesso il mio destino.  Vedi tu, ma magari prova a fartela una mappa che ti consenta di verificare quali sono le tappe più idonee per passare dal "sogno" alla sua realizzazione. Prova, se ti va, a individuare le scelte che più di altre contemplano almeno qualche punto di forza e immaginare se scegli le altre quali potrebbero essere le conseguenze positive o negative. Giusto per evitare errori deliberati. Salpare per un mare burrascoso andando alla deriva per essersi condannati alla profezia che si autoavvera, quando ci si può dare una rotta, che senso ha?

 

L'umiltà del capitano saggio non sottovaluta la potenza del mare, presta un'attenzione vigile sul presente, tenendo lo sguardo puntato sulla propria destinazione. Non ho nè una visione, nè da offrirti un consiglio non richiesto. L'unica cosa che mi viene in mente e che rappresenta il mio personale ago della bussola si condensa in una parola chiave: relazionalità. Lo stare in relazione rende quest'esistenza più umana. Il mio intimo, per esempio, si fa meno infimo.
Dissipati con prodigalità tra persone di cui puoi essere amico. Dai e prendi quello che puoi senza intrappolarti nelle aspettative. Niente può essere più deludente. Cammina tra la gente tu per primo in assenza di giudizio e contempla il mondo per quello che può darti, ma dando anche tu stesso quello che puoi. Fa' che gli altri non sprechino l'occasione di ascoltare la densità dolce e amara della tua vita, così da farne tesoro come è accaduto a me quando senza nemmeno saperlo hai scoccato parole destinali che hanno scintillato in me la comprensione di qualcosa di nuovo. Mi dispiace se farai la scelta di isolarti, stando accanto forse potrai essere d'aiuto a qualcuno per scavalcare i macigni che ha nel cuore. Se Sprigionarsi, con tutte le difficoltà che ci costa,  è un percorso che ha senso portare avanti ed è destinato a lasciare una traccia in ciascuno di noi (visto che siamo tutti, me compresa, sullo stesso piano) è perchè si impara a  scuoiare con gentilezza per far pulsare la carne viva sotto le corazze ... Prima di uccidere tutte le domande con le  risposte che ti stai dando...ti sei chiesto dove e a chi potresti servire di più?>>

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